Leggo questo interessante articolo su Repubblica.it riguardo uno studio commissionato dal governo svizzero il cui esito dimostra che la pirateria non danneggia il patrimonio culturale nazionale. Una ricerca a quanto pare analoga a quella di cui abbiamo già parlato in questo articolo. Le conferme arrivano ogni volta che qualcuno commissiona uno studio sugli effetti del download gratuito (e quasi mai autorizzato) rispetto alla circolazione legale degli stessi contenuti. A leggere quanto scritto in questo articolo di Fantascienza.com sembra che a chiedere di rafforzare le protezioni sugli ebook, ovvero a pretendere i drm, siano spesso gli autori o i loro agenti. Silvio Sosio, uno dei boss di DelosBooks, chiede ai lettori come dovrebbe comportarsi la casa editrice di fronte alla richiesta degli autori di rivedere questi standard di pubblicazione minacciando in caso contrario di andarsene con qualcun altro. È una domanda complessa, ma resto dell’idea che se un editore prende una scelta editoriale ben precisa avrà i suoi motivi e se non ci crede lui per primo difficilmente convincerà qualcun altro. Il problema non riguarda infatti solo la fruibilità del libro. Perché un epub protetto da drm non potrà, per esempio, essere convertito in altri formati. E non potrà quindi, per esempio, essere letto su altri reader, come il Kindle. E considerando che Amazon sta entrando nel mercato italiano con un dispositivo di lettura sotto i cento euro questo non è un aspetto secondario. Nel senso che o il lettore è in grado di tradurre il file nel formato che gli serve, o chi lo vende deve venderlo in tutti i formati possibili per evitare di autoridursi il pubblico di riferimento. A me, per esempio, non dispiacerebbe se IoScrittore decidesse di togliere i drm al mio romanzo Nessun dolore. Anzi, ne sarei felice, nonostante sia ormai in vendita in tutti i formati possibili, compreso quello di Amazon. L’editoria digitale è appena agli albori, ma qualche tratto della sua essenza è già chiaro: il pericolo per un autore non è la copia ceduta al download gratuito. È l’indifferenza dei lettori. E tutto ciò che aiuta a superarla è da adottare con profondo entusiasmo anche se non offre risultati immediatamente monetizzabili.
Bè io credo che sarebbe opportuno cercare di farsi le idee chiare perchè le cose stanno cambiando radicalmente e molto in fretta ed è fisiologico reagire con diffidenza. Se fossi Sosio (o un qualunque altro editore) suggerirei di leggere con attenzione “Content” che è un ebook (non recentissimo ma per la nostra Italia dai riflessi lenti va alla grande) di Cory Doctorow che si può scaricare gratuitamente sul sito di Apogeonline: http://www.apogeonline.com/libri/9788850310852/scheda.
(sia in versione mobi che epub)
Insomma, di base, io continuo a constatare un’enorme (e tutto sommato indotta) ignoranza in materia e anche una notevole pigrizia.
Infine, insomma, no: un iPad non è per niente un ebook reader
Sottoscrivo: ebook di Doctorow caldamente consigliato a tutti.
Poi si vedrà e i numeri diranno la loro. Mi sembra di capire che diversi lettori, tra quelli intervenuti nella discussione su Fantascienza.com che ho linkato, considerano la presenza o meno dei drm un aspetto da considerare al momento dell’acquisto di un ebook. Se questo si tradurrà in una tendenza diffusa ammorbare i file con quei cosi sarà ancora meno producente.
Staremo a vedere.